Buongiorno, come di consueto diamo uno sguardo ai mercati.

MERCATI AZIONARI EUROPA.
In Eurozona, il mercato azionario ha registrato una settimana nel complesso positiva, con l’indice STOXX Europe 600 in rialzo dello 0,4%. L’avvio è stato sostenuto dal comparto finanziario, dove le attese per i risultati dei principali istituti di credito hanno favorito gli acquisti sui titoli bancari. A metà settimana il sentiment si è indebolito in seguito alla revisione al ribasso delle previsioni di crescita economica tedesche per quest’anno e per il prossimo, attribuita all’elevata incertezza sul commercio globale e a un impatto più graduale del previsto delle misure economiche e fiscali. Parallelamente, il rafforzamento dell’euro è rimasto sotto osservazione, in quanto potenziale fattore di moderazione per la competitività degli esportatori europei. Le sedute successive hanno visto prese di profitto nel settore tecnologico dopo alcune trimestrali deludenti, in particolare in Germania, mentre le tensioni geopolitiche USA-Iran hanno contribuito a un temporaneo aumento della volatilità . Tuttavia, il contestuale rialzo dei prezzi del petrolio ha sostenuto il comparto energetico, attenuando l’impatto delle correzioni in altri settori. Nel complesso, la settimana si è chiusa con un recupero finale, permettendo all’indice di consolidare una performance positiva e di confermare una fase di forza che si estende ormai da diversi mesi.

MERCATI AZIONARI ASIA
In Asia, il Nikkei 225 giapponese ha chiuso in flessione dell’1%. A pesare sono stati il rafforzamento e la volatilità dello yen, che hanno inciso sulle prospettive delle società esportatrici e sul sentiment degli investitori.

MERCATI AZIONARI AMERICA
Negli Stati Uniti, i principali listini azionari hanno registrato performance eterogenee: il Dow Jones (-0,4%) e il Nasdaq (-0,2%) hanno chiuso in calo, mentre l’S&P 500 ha archiviato un lieve progresso (+0,3%), superando la soglia dei 7.000 punti prima di ritracciare. I titoli small e mid-cap hanno evidenziato una debolezza più marcata, con il Russell 2000 in flessione del 2,1%. La prima parte della settimana è stata caratterizzata da un clima di attesa in vista della riunione della Federal Reserve, che, come ampiamente previsto, ha lasciato invariati i tassi di interesse nel range 3,5-3,75%. In conferenza stampa, il presidente Powell ha ribadito la presenza di un’inflazione ancora elevata a fronte di una crescita economica solida, segnalando al contempo una lettura più equilibrata dei rischi e una stabilizzazione del mercato del lavoro. Nella seconda parte della settimana l’attenzione si è spostata sugli utili societari, in particolare sui risultati dei grandi nomi tecnologici. Microsoft ha rappresentato il principale freno per il mercato, dopo che i ricavi del cloud non hanno soddisfatto le attese, alimentando i timori che i consistenti investimenti legati all’alleanza con OpenAI non stiano generando ritorni sufficientemente rapidi. Venerdì le pressioni si sono intensificate, con i mercati che hanno risentito della nomina di Kevin Warsh come possibile successore di Jerome Powell, interpretata come una scelta più hawkish rispetto agli altri possibili candidati. A ciò si sono aggiunte preoccupazioni geopolitiche legate all’intervento USA in Iran e i timori di un nuovo shutdown governativo
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FOREX
Sul mercato valutario il dollaro ha perso terreno nei confronti dell’euro (-0,2%) e di un paniere più allargato di valute di Paesi sviluppati (-0,6%). Positiva invece la performance nei confronti dei Paesi emergenti (+0,1%).
COMMODITIES
Nel mercato delle commodities l’oro è diminuito dell’1,9% a 4.894 USD/oncia. In aumento i prezzi del petrolio (+6,8%) e in diminuzione quelli dei metalli industriali (-0,3%).
Agenda
Vediamo ora i principali avvenimenti della settimana che potrebbero influenzare i mercati:
Mercoledì
Alle 11:00 in Zona Euro è atteso l’IPC
Alle 16:30 gli Stati Uniti rilasceranno il dato relativo alle scorte di petrolio greggio
Giovedì
Alle 13:00 la Gran Bretagna rilascerà la decisione sul tasso di interesse
Alle 14:15 in Zona Euro è attesa la decisione sul tasso d’interesse, alle 14:45 si terrà la conferenza stampa della BCE, a seguire il discorso della Presidente della BCE Lagarde
Alle 14:30 gli Stati Uniti rilasceranno le richieste iniziali di sussidi di disoccupazioneÂ
Martedì 10 febbraio
Alle 14:30 gli Stati Uniti comunicheranno le vendite al dettaglio



