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Gianluca Pino

Gianluca Pino, Wealth Advisor di Banca Generali Private a Roma.

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Commento Mensile

📕 Commento Mensile

QUADRO MACROECONOMICO

Il quadro macroeconomico globale è stato, ancora una volta, condizionato dalle tensioni geopolitiche tra USA e Iran. Le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si sono nuovamente irrigidite: nuovi dazi sulle importazioni cinesi legate alla sovraccapacità produttiva e introduzione di tariffe fino al 100% sui droni. A Jackson Hole la Fed ha ribadito la priorità della lotta all’inflazione, la BCE ha lasciato aperta la porta a ulteriori rialzi e la BoJ ha segnalato progressi verso la normalizzazione della politica monetaria. Il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent ha annunciato un buyback di Treasury a lunga scadenza nel tentativo di contenere l’aumento dei rendimenti, alimentando il dibattito sul crescente ruolo della politica fiscale nel condizionare la curva dei rendimenti.

STATI UNITI

La seconda stima del PIL del 2Q ha confermato un’espansione dell’1,5% t/t annualizzato, sostenuta dalla tenuta dei consumi personali (+3,4%), mentre gli indicatori di inflazione hanno continuato a segnalare pressioni di fondo persistenti, con il core PCE al 3,3% a/a. Sul fronte congiunturale, gli indici ISM manifatturiero (54,6) e servizi (55,4) si sono mantenuti in territorio espansivo ad agosto, ma sono emersi primi segnali di raffreddamento della domanda interna, con le vendite al dettaglio di luglio diminuite dello 0,6% m/m. Il mercato del lavoro ha attraversato un periodo di volatilità, con la debolezza dei payrolls di luglio (-21 mila) compensata da un forte recupero ad agosto (+162 mila), confermando un quadro resiliente. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%

EUROPA

L’Eurozona ha continuato a crescere a un ritmo moderato nel 2Q 2026 (+1,0% a/a), ma con andamenti divergenti tra i principali Paesi. La Germania ha sorpreso positivamente, con il PIL rivisto al rialzo a +0,3% t/t, mentre la Francia ha deluso, registrando una crescita nulla nel trimestre. Il mercato del lavoro è rimasto stabile, con disoccupazione fermo al 6,4% a luglio. I PMI hanno confermato un miglioramento dell’attività, soprattutto nel manifatturiero (52,7 ad agosto). L’inflazione ha accelerato ad agosto (3,3% a/a), sostenuta dalla componente energetica. Infatti alcuni membri del Consiglio direttivo hanno evidenziato una crescente attenzione ai rischi inflazionistici, con diversi esponenti che hanno sottolineato la necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva per riportare l’inflazione verso il target.

GIAPPONE

Il PIL del 2Q ha deluso le attese, crescendo dell’1,1% annualizzato contro il 2,0% stimato, con consumi privati piatti e investimenti fissi in calo del 3,4%. Sul fronte opposto, la produzione industriale di luglio ha sorpreso al rialzo (+4,1% a/a), e i PMI di agosto si sono consolidati in territorio espansivo (manifatturiero a 54,9, servizi a 52,5). L’inflazione ha mostrato segnali di graduale accelerazione, con il CPI core in aumento da 1,6% a 1,8% a/a a luglio. Con il tasso di riferimento invariato all’1,0%, il Vice Governatore della BoJ Himino ha segnalato l’apertura a un rialzo nella riunione di settembre.

CINA

I dati di luglio hanno mostrato una produzione industriale in aumento del 4,5% a/a, sostenuta dal comparto tecnologico, mentre le vendite al dettaglio sono cresciute appena dello 0,6% a/a, segnalando consumi ancora fragili. Le pressioni disinflazionistiche sono rimaste evidenti, con il CPI sceso allo 0,5% a/a. Il PMI manifatturiero a cura di NBS è rimasto sotto la soglia di espansione (49,8), mentre il PMI Caixin ha mostrato una maggiore resilienza grazie ai settori orientati all’export. Nel mese la PBoC ha ampliato l’utilizzo dei reverse repo overnight. Il vice ministro delle Finanza ha annunciato nuove misure di stimolo per raggiungere l’obiettivo di crescita annuale.

 

OUTLOOK

Il tema dominante non è più la resilienza dell’economia globale, quanto la sostenibilità degli equilibri che hanno sinora guidato l’espansione. Attività economica, ciclo degli investimenti e utili societari continuano a fornire indicazioni favorevoli, alimentando il consenso verso uno scenario di prosecuzione della crescita senza recessione. Le aspettative di contrazione dell’economia sono scese ai minimi degli ultimi anni e il sentiment degli investitori si è spostato verso uno scenario di “no landing”. Emergono tuttavia interrogativi sulla sostenibilità del debito pubblico e sulla capacità dei governi di finanziare livelli elevati di spesa in un contesto di rendimenti strutturalmente più alti. Negli Stati Uniti, l’ampliamento dei programmi di riacquisto dei Treasury a lunga scadenza ha riacceso il dibattito sul rapporto tra politica fiscale e monetaria, alimentando timori di una crescente tensione tra l’esigenza di contenere il costo del debito e l’obiettivo delle banche centrali di preservare la stabilità dei prezzi. Sullo sfondo, tensioni geopolitiche e commerciali continuano a rappresentare una fonte di incertezza, ma sempre più come elementi strutturali del contesto. Il rialzo dei prezzi energetici e la prospettiva di un petrolio su livelli elevati ancora per diversi mesi mantengono viva l’attenzione sui rischi inflazionistici, limitando i margini per un allentamento monetario nelle principali economie. Lo scenario centrale resta quello di una crescita globale positiva, sostenuta da un equilibrio più delicato, nel quale sostenibilità fiscale, costo del capitale e credibilità delle istituzioni economiche sono chiamati a svolgere un ruolo determinante.

CRESCITA ECONOMICA 

La crescita globale resta resiliente, sostenuta dalla tenuta dell’economia statunitense, dalla solidità degli utili aziendali e dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale, pur in un contesto di rischi geopolitici e finanziari ancora elevati.

L’economia mondiale continua a mostrare una capacità di tenuta superiore alle attese. Negli Stati Uniti, la forza dell’attività economica, la crescita degli utili e il persistente slancio degli investimenti nell’intelligenza artificiale alimentano uno scenario di “no landing”. Restano tuttavia presenti alcuni fattori di vulnerabilità. Le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, mantengono elevato il premio per il rischio energetico e potrebbero tradursi in prezzi dell’energia più alti, con effetti negativi sul potere d’acquisto e sulla crescita. Parallelamente, il rialzo dei rendimenti obbligazionari, alimentato non solo dai timori inflazionistici ma anche dall’aumento di debito e spesa pubblica, rischia di irrigidire le condizioni finanziarie per famiglie, imprese e governi, rappresentando uno dei principali elementi di rischio per la prosecuzione dell’attuale fase espansiva.

INFLAZIONE 

L’inflazione rimane la variabile centrale dello scenario macroeconomico. I rischi legati all’energia continuano a richiedere un approccio prudente da parte delle banche centrali.

L’inflazione continua a rappresentare un elemento cruciale per l’evoluzione dello scenario economico e delle politiche monetarie. Le recenti pressioni sui prezzi sono riconducibili soprattutto alla componente energetica, alimentata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’incertezza che circonda i flussi energetici globali. Al momento tali pressioni non sembrano essersi trasferite in misura significativa alle altre componenti dell’inflazione, ma il rischio di effetti di secondo livello su salari e servizi resta elevato e continua a essere monitorato con attenzione dalle banche centrali. In questo contesto, il ritorno dell’inflazione verso gli obiettivi appare più graduale del previsto

POLITICHE ECONOMICHE 

In un contesto di crescita globale resiliente, sostenuto da politiche fiscali ancora espansive, l’inflazione resta sufficientemente elevata da ostacolare un rapido ritorno a politiche monetarie accomodanti. Le tensioni sul fronte energetico e la crescente centralità dei temi di debito e spesa pubblica rafforzano lo scenario di tassi elevati più a lungo nelle principali economie.

Negli Stati Uniti, la solidità dell’attività economica, la forza degli utili societari e le persistenti pressioni inflazionistiche non giustificano un allentamento della politica monetaria. Pur riconoscendo che i tassi ufficiali sarebbero teoricamente coerenti con una postura ancora più restrittiva, la Fed potrebbe continuare ad affidarsi al rialzo dei rendimenti di mercato per mantenere restrittive le condizioni finanziarie, evitando nuove mosse almeno fino alle elezioni di Medio Termine. Diversamente, per la BCE i rischi inflazionistici legati all’energia e i possibili effetti di secondo livello su salari e servizi rendono probabile il mantenimento di una linea restrittiva ancora a lungo. Un nuovo rialzo dei tassi appare altamente probabile a settembre, mentre ulteriori interventi resterebbero possibili qualora le pressioni sui prezzi dovessero intensificarsi.

RISCHI 

Le principali fonti di rischio provengono dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche e dalla risalita dei rendimenti obbligazionari, fattori che potrebbero compromettere l’attuale equilibrio tra crescita e inflazione.

l protrarsi del conflitto in Medio Oriente e le tensioni sullo Stretto di Hormuz potrebbero alimentare nuovi rialzi dei prezzi energetici, con effetti negativi su inflazione, potere d’acquisto e crescita. Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, sempre più influenzati non solo dall’inflazione ma anche dalla crescita di debito e spesa pubblica. Negli Stati Uniti, le esigenze di finanziamento del Tesoro potrebbero generare tensioni tra politica fiscale e monetaria, alimentando volatilità sui mercati. In un contesto di crescente dominanza fiscale, il mercato obbligazionario si conferma uno dei principali fattori di rischio per gli asset finanziari. A ciò si aggiungono le incertezze legate alle tensioni commerciali e l’elevato ottimismo incorporato nelle valutazioni di mercato. Una parte significativa della crescita degli utili continua infatti a dipendere dal settore tecnologico e dagli investimenti nell’IA, che restano concentrati su pochi operatori, aumentando il rischio di vulnerabilità qualora le aspettative di crescita venissero deluse

Wealth Advisor

Consulente Finanziario

Come consulente finanziario, ho avuto l’onore di proteggere e pianificare gli investimenti di numerose famiglie italiane per 25 anni, ispirandomi ai valori di un buon padre di famiglia. La mia attività si distingue per l’innovazione, la tecnologia, la qualità del servizio e il valore delle persone.

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