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Gianluca Pino

Consulente Finanziario a Roma | Private Banker Banca Generali

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Commento Mensile

📕 Commento Mensile

QUADRO MACROECONOMICO

Il quadro macroeconomico e geopolitico globale è stato influenzato sia dagli sviluppi in Medio Oriente sia dall’intensificarsi del dialogo tra le principali economie mondiali. La firma del memorandum di intesa e la tregua di 60 giorni per procedere nel percorso negoziale tra Stati Uniti e Iran hanno contribuito a ridurre i timori di una prolungata interruzione dei flussi energetici, favorendo una normalizzazione dei prezzi delle materie prime. Le principali banche centrali hanno adottato o segnalato un orientamento più restrittivo per contrastare le persistenti pressioni inflazionistiche alimentate dalle tensioni geopolitiche ed energetiche, sebbene alcune, come RBC e RBA, abbiano mantenuto un approccio attendista evidenziando la crescente divergenza dei cicli monetari globali.

STATI UNITI

In USA, sul fronte della crescita, la terza e definitiva stima del PIL reale del 1Q ha rivisto al rialzo il dato a +2,1% a/a, rispetto al +1,6% della seconda stima. Sul mercato del lavoro, i nonfarm payrolls di giugno hanno registrato 57.000 nuove buste paga, sotto le attese, con il tasso di disoccupazione in calo al 4,2%. Il CPI a maggio è salito dal 3,8% al 4,2% a/a, massimo da inizio 2023, spinto dai prezzi energetici; così come il PCE ha raggiunto 4,1% a/a. L’ISM manifatturiero ha raggiunto quota 54 a maggio, e l’ISM servizi è salito a 54,5. La FED ha lasciato invariato i tassi di interesse al 3,50%- 3,75%; Warsh, che ha presieduto il suo primo FOMC, ha anche annunciato la creazione di 5 task force — comunicazione, bilancio, dati, mercato del lavoro e inflazione, e la fine della forward guidance.

EUROPA

La terza stima del PIL del 1Q ha confermato una contrazione dello 0,2% — ribaltando la precedente lettura di +0,1% — principalmente a causa di una revisione straordinaria del PIL irlandese, crollato del 12,1%. Su base annua, l’economia dell’area euro ha registrato un incremento dello 0,3%. L’inflazione di maggio si è attestata al 3,2% a/a, con la componente core accelerata al 2,5%. I PMI flash di giugno hanno mostrato il manifatturiero a 51,3 e il composito a 49,5, con i servizi ancora in contrazione a 48,9. In questo contesto, la BCE ha alzato il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,25%, il primo rialzo dal 2023. A fine mese, al forum di Sintra, diversi membri del Consiglio direttivo hanno segnalato minore urgenza di ulteriori strette, condizionando le decisioni future all’evoluzione dei prezzi energetici e degli effetti di secondo round.

GIAPPONE

La stima finale del PIL relativa al primo trimestre ha confermato una crescita dell’1,8% a/a, con i consumi privati in rialzo dello 0,3% trimestrale. Il CPI core si è stabilizzato all’1,4% a/a a maggio, mentre il CPI dell’area di Tokyo ha accelerato all’1,6% a giugno. Sul fronte della domanda interna, le vendite al dettaglio di maggio sono aumentate del 5,3% a/a e dell’1,9% m/m, segnando il terzo mese consecutivo di crescita e confermando la solidità dei consumi privati. Il PMI composito di giugno è salito a 52,5 (da 51,1), con i servizi in ripresa a 51,8. La BOJ ha alzato i tassi di interesse all’1%, livello più elevato da oltre 30 anni, con 7 voti favorevoli e 1 contrario.

CINA

L’economia cinese ha mostrato segnali contrastanti confermando la debolezza della domanda interna a fronte di un settore manifatturiero ancora sostenuto dall’export. Le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% a/a, la prima contrazione dalla riapertura post-Covid. Al contrario, la produzione industriale è cresciuta del 4,5% a/a, supportata dalla domanda estera, con le esportazioni verso gli Stati Uniti in aumento del 35,6% e un surplus commerciale bilaterale salito a 26 miliardi di dollari. L’inflazione è rimasta all’1,2%, mentre il PMI manifatturiero è risalito a 50,3, tornando in territorio espansivo. La PBoC ha lasciato invariati i tassi LPR.

 

OUTLOOK

Pur trovandosi in una fase avanzata del ciclo, l’economia globale mostra una notevole resilienza nonostante tensioni commerciali, conflitti geopolitici e shock energetici. La capacità di adattamento di imprese e consumatori ha finora attenuato l’impatto di questi fattori, consentendo alla crescita di proseguire. A sostenere il ciclo contribuiscono politiche fiscali espansive e condizioni monetarie che, pur meno favorevoli rispetto al recente passato, beneficiano dell’ampia liquidità accumulata negli anni. Le banche centrali hanno assunto un approccio più prudente di fronte alla persistenza dell’inflazione, senza però mettere in discussione il sostegno all’economia. Il quadro resta tuttavia caratterizzato da elementi di fragilità. La crescita globale appare sempre più disomogenea tra Paesi. Inoltre, anche nelle singole economie si sta assistendo ad un’elevata polarizzazione della crescita. Negli Stati Uniti, ad esempio, gran parte dell’espansione economica dipende dagli investimenti legati all’IA e dai consumi di una limitata fetta di popolazione che deve la propria capacità di spesa ai guadagni sui mercati finanziari. Anche la crescita degli utili e la performance degli indici risultano concentrate su un numero ristretto di società, aumentando la vulnerabilità del sistema a eventuali delusioni sui temi ad esse legati. La volatilità – contenuta – sembra sottostimare questi squilibri, inclusa la possibilità che la normalizzazione dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz richieda più tempo del previsto. Lo scenario centrale resta quello di un rallentamento ordinato, senza recessione, ma permangono rischi di natura stagflattiva.

CRESCITA ECONOMICA 

La crescita globale resta positiva ma sempre più disomogenea. Gli Stati Uniti continuano a mostrare una maggiore resilienza, mentre Europa e altre economie avanzate risentono maggiormente delle tensioni energetiche e di una domanda interna meno dinamica.

Il quadro di crescita continua a escludere uno scenario recessivo ma appare caratterizzato da divergenze sempre più marcate. A livello aggregato, l’economia globale dovrebbe mantenere un ritmo di espansione superiore al 3% anche nei prossimi trimestri, ma tale dato maschera significative differenze tra aree geografiche, settori e modelli di sviluppo. Negli Stati Uniti l’attività economica continua a beneficiare del sostegno fiscale e del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre in Europa la crescita resta più contenuta. Allo stesso tempo, una quota crescente dell’espansione americana appare concentrata in alcuni settori e sostenuta dall’effetto ricchezza generato dai mercati finanziari, fattori che rendono il quadro meno equilibrato di quanto suggeriscano i dati aggregati. Lo scenario centrale resta quello di un rallentamento ordinato del ciclo, ma con una crescita più fragile e meno diffusa rispetto al passato.

INFLAZIONE 

L’inflazione si mantiene persistente nelle principali economie mondiali e continua a collocarsi su livelli superiori agli obiettivi delle banche centrali. Questo rende più graduale il percorsO di normalizzazione monetaria e rafforza lo scenario di tassi elevati più a lungo.

L’inflazione continua a mostrare una maggiore persistenza rispetto a quanto scontato dal mercato. Se l’impatto diretto della crisi energetica è stato finora contenuto, gli effetti di secondo livello devono ancora manifestarsi pienamente. La ricostituzione delle riserve petrolifere strategiche e il trasferimento dei maggiori costi energetici e dei fertilizzanti lungo le filiere produttive potrebbero mantenere elevate le pressioni sui prezzi nei prossimi trimestri. In questo contesto, le banche centrali appaiono orientate a tollerare una fase più prolungata di inflazione superiore ai target, rinviando una normalizzazione più decisa della politica monetaria. Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi mediorientale e dalla velocità con cui potranno essere ripristinati i normali flussi attraverso Hormuz.

POLITICHE ECONOMICHE 

l mix di politiche fiscali espansive e condizioni monetarie ancora accomodanti continua a rappresentare un importante fattore di sostegno per la crescita globale.

Le politiche economiche restano complessivamente favorevoli alla crescita. I governi continuano a sostenere l’attività economica attraverso politiche fiscali espansive e deficit elevati, dall’One Big Beautiful Bill Act negli Stati Uniti alla crescente flessibilità fiscale adottata in Europa. Allo stesso tempo, la persistenza dell’inflazione sta inducendo le banche centrali ad adottare un atteggiamento più prudente. Non si assiste però a una vera inversione di rotta della politica monetaria, bensì a una maggiore tolleranza verso un contesto di tassi elevati più a lungo, coerente con l’esigenza di evitare che le pressioni inflazionistiche si radichino nell’economia.

RISCHI 

I principali rischi di scenario derivano dalla persistenza delle tensioni geopolitiche ed energetiche, dalla possibilità che le pressioni inflazionistiche si rivelino più persistenti delle attese e da una crescente concentrazione della crescita, degli utili e delle performance finanziarie.

Pur in un contesto economico ancora resiliente, il contesto economico appare esposto a una serie di vulnerabilità. La crescita globale è sempre più disomogenea, gli utili societari risultano concentrati in un numero limitato di aziende e una quota rilevante della performance degli indici è riconducibile a pochi titoli e settori. Allo stesso tempo, il progressivo cambiamento delle condizioni di liquidità e l’aumento del fabbisogno di capitale legato al ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale potrebbero ridurre uno dei principali fattori di supporto ai mercati degli ultimi anni. In presenza di valutazioni elevate, forte ottimismo degli investitori e volatilità contenuta, tali squilibri potrebbero tradursi in correzioni più ampie degli attivi finanziari qualora venissero meno alcuni dei principali driver della crescita.

Wealth Advisor

Consulente Finanziario

Come consulente finanziario, ho avuto l’onore di proteggere e pianificare gli investimenti di numerose famiglie italiane per 25 anni, ispirandomi ai valori di un buon padre di famiglia. La mia attività si distingue per l’innovazione, la tecnologia, la qualità del servizio e il valore delle persone.

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