Commento Mensile

📕 Commento Mensile

QUADRO MACROECONOMICO

Lo scenario economico a livello globale continua ad essere caratterizzato dal consolidamento della crescita nelle maggiori economie.
L’attività economica negli Stati Uniti e Cina, i due principali motori della crescita globale, si dimostra resiliente, seppur non in accelerazione; mentre si sta assistendo ad una relativa ripresa in Eurozona, dove il minimo del ciclo economico appare essere superato. A trainare le sorti dell’economia permane l’attività nel settore dei servizi, che si conferma in espansione nei principali blocchi economici. Più arretrato il comparto manifatturiero, seppur in ripresa grazie al recupero della domanda di beni.
L’inflazione si dimostra persistente nella maggior parte delle economie avanzate, complicando il compito delle banche centrali di raggiungere nel breve periodo i propri obiettivi di stabilità dei prezzi e, in alcuni casi, ritardando l’avvio di un ciclo di ribasso dei tassi di riferimento.
Sullo sfondo, permangono forti tensioni geopolitiche, legate sia ai conflitti bellici in atto, sia alle relazioni tra USA e Cina, che hanno fatto riemergere politiche commerciali protezionistiche tra i due Paesi.

STATI UNITI

I dati economici pubblicati nel corso del mese di maggio negli Stati uniti hanno confermato,
nel loro complesso, la relativa resilienza dell’economia a stelle e strisce.
I dati PMI di maggio per gli USA hanno infatti sorpreso al rialzo, rivelando prospettive per l’attività economica migliori delle attese. Il PMI Composito è salito a 54,4 da 51,3, grazie soprattutto alla spinta dei servizi, cresciuti a 54,8 da 51,3 a fronte di attese per una relativa stabilità. In lieve progresso anche l’indice manifatturiero, che si è mantenuto in espansione a 51,3.
D’altro canto, dal dato sulle vendite al dettaglio di aprile è emerso un minor vigore della domanda, in particolare per i consumi. Il dato è risultato piatto, dopo lo 0,6% m/m di marzo, e in calo di -0,3% m/m sull’aggregato “control group” (il più correlato ai consumi di contabilità nazionale) dopo la crescita di +1,0% m/m precedente. Ciononostante, l’indagine sulla fiducia dei consumatori a cura del Conference Board per il mese di maggio ha indicato un maggiore ottimismo, sia in relazione alla valutazione sulla situazione corrente (143,1 da 140,6) sia sulle aspettative (74,6 da 68,8), anticipando un possibile ritorno ad un ritmo di crescita mensile positivo dei consumi interni.
Il rallentamento delle vendite al dettaglio in aprile è stato accompagnato da un dato di inflazione dei prezzi al consumo in moderata attenuazione, in rallentamento a 0,3% m/m dal 0,4% di marzo (sia per la misura headline sia per la core), per una variazione annua in decelerazione a 3,4% da 3,5% sull’indice generale e a 3,6% da 3,8% sull’indice core – il minimo da due anni – grazie a un raffreddamento delle pressioni sui servizi non abitativi (0,2% da 0,8% m/m precedente).
Seppur in decelerazione, l’inflazione continua a rappresentare una fonte di preoccupazione per i membri del FOMC. Dai verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve del 1 maggio è infatti emerso che la maggior parte dei membri della Fed ha riconosciuto come i dati sull’inflazione del 1Q24 non abbiano evidenziato progressi verso l’obiettivo del 2%; inoltre, la maggior parte dei banchieri centrali ha mantenuto la previsione di un ritorno dell’inflazione al 2% nel medio termine, ritenendo tuttavia che tale evoluzione possa richiedere più tempo del previsto.

EUROPA

I dati sul ciclo economico nell’Eurozona pubblicati nel corso del mese di maggio hanno continuato a sorprendere al rialzo. In particolare, l’indice PMI Composito è aumentato per il quinto mese, a 52,3 da 51,7, segnando un massimo da un anno. Si è attenuata la contrazione dell’attività nel settore manifatturiero (il relativo indice PMI è salito di quasi due punti a 47,3 da 45,7, massimo da febbraio dello scorso anno), e il comparto dei servizi si è mantenuto stabile su ritmi espansivi (53,3). Come conseguenza della relativa trazione nell’economia europea, il dato sulle vendite al dettaglio di marzo ha indicato una certa forza dei consumi (0,8% m/m dopo -0,3% precedente): si è trattato dell’aumento più marcato dell’attività al dettaglio da settembre del 2022. La ripresa dei consumi si è riflessa anche nel dato preliminare di inflazione di maggio, in accelerazione di due decimi, superiore alle attese, sia per la componente headline (2,6%) a/a sia per quella core (2,9% a/a). Dalle minute dell’ultimo incontro di politica monetaria della BCE è emerso che i membri del Consiglio direttivo ritengono “plausibile” un taglio dei tassi a giugno. Diversi esponenti del board si sono detti “sufficientemente fiduciosi” che ci fossero addirittura già il mese scorso i presupposti per intervenire al ribasso sui tassi.

GIAPPONE

I dati sul PIL giapponese hanno evidenziato una contrazione della crescita nel 1Q24 (-0,5% t/t) superiore alla stima del mercato (-0,3% t/t) e una revisione al ribasso del dato per il 4Q23, corretto a 0,0% t/t dal +0,1% precedentemente stimato. Tuttavia, il ciclo economico nel Paese si dimostra stabile, con il dato di PMI Composito pressoché invariato (52,4) in territorio espansivo, grazie al recupero del manifatturiero (nuovamente in espansione a 50,4 da 49,6) che ha compensato una leggera correzione dell’indice dei servizi (53,6 da 54,3). Il tasso di inflazione in Giappone ha mostrato una lieve decelerazione, non alterando tuttavia la prospettiva di raggiungimento del target del 2% della BoJ in maniera sostenibile. Il CPI è sceso al 2,5% a/a in aprile dal 2,7% precedente, moderandosi per il secondo mese consecutivo ma meno delle attese (2,4%). L’indice core, che esclude gli alimenti freschi e l’energia, si è attestato al 2,4% su base annua, rallentando dal 2,9% a marzo, in linea con le aspettative.

CINA

I dati economici cinesi pubblicati a maggio hanno confermato un’economia che fatica a ripartire ad un ritmo sostenuto. L’indice PMI Composito ha rallentato (51,0 da 51,7), soprattutto per un ritorno in contrazione dell’attività manifatturiera (PMI a 49,5). La dinamica dei dati mensili, ad eccezione della produzione industriale trainata dalle esportazioni, è stata inferiore alle attese di consenso e in moderazione in riferimento al mese di aprile, confermando la debolezza della domanda domestica sia per consumi sia per investimenti. Le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate del 2,3% a/a, mancando le stime di mercato (3,8%) e moderandosi rispetto al 3,1% precedente. Si è trattato del 15° mese consecutivo di aumento del commercio al dettaglio, ma dell’incremento mensile più debole della sequenza, a segnalare una perdita di momentum dei consumi. In un simile contesto, nel tentativo di stimolare la ripresa economica del Paese, il Governo ha varato un nuovo pacchetto di aiuti al settore immobiliare e la PBoC ha mantenuto invariati i principali tassi di interesse a maggio, in linea con le aspettative del mercato. Il tasso primario sui prestiti a 1 anno (LPR), il riferimento per i prestiti alle imprese e alle famiglie, è stato mantenuto al 3,45%. Il tasso a 5 anni, riferimento per i mutui immobiliari, è stato mantenuto al 3,95% dopo un taglio di 25bps a febbraio

OUTLOOK

CRESCITA ECONOMICA

Lo scenario di crescita economica a livello globale si conferma in consolidamento.
L’economia mondiale è attesa crescere ad un ritmo di poco superiore al 3% nel 2024, trainata soprattutto da Stati uniti e Cina: mentre negli USA il dato di PIL, seppur più contenuto, evidenzierà una crescita «di qualità», il gigante asiatico, pur crescendo ad un asso più elevato, continuerà a fronteggiare le criticità legate alla debolezza della domanda interna. Molte economie, soprattutto quelle che hanno sperimentato ritmi di crescita inferiori nel corso degli ultimi trimestri, hanno raggiunto il punto di minimo del ciclo economico e mostrano segnali di progressiva ripresa. 

INFLAZIONE 

Il processo di disinflazione è ormai terminato in molti Paesi a favore di una fase di maggiore
stabilizzazione del ritmo di crescita dei prezzi.
Non è tuttavia da escludersi un aumento della volatilità delle rilevazioni di inflazione nelle
principali economie. I target di inflazione delle banche centrali non saranno pienamente raggiunti entro la fine del 2024 né in Eurozona, né negli Stati Uniti. 

BANCHE CENTRALI 

L’orientamento di politica monetaria delle principali banche centrali rimane dipendente dall’osservazione dei dati economici.
Le autorità monetarie dei Paesi sviluppati intraprenderanno i primi tagli dei tassi di riferimento prima che l’inflazione in queste economie raggiunga in maniera puntuale il relativo target di riferimento.
 La Banca Centrale Europea interverrà per prima in senso espansivo, operando un taglio dei tassi già nella riunione del 6 giugno. Tuttavia, nei mesi successivi, il Consiglio Direttivo dell’istituto attenderà nuove conferme dai dati economici in arrivo prima di intraprendere ulteriori riduzioni del costo del denaro.
La persistenza dell’inflazione su livelli elevati negli Stati Uniti indurrà la Federal Reserve a temporeggiare ancora per qualche riunione prima di tagliare i tassi sui Fed Funds. Tali circostanze potranno verificarsi solo a fine anno, laddove le future rilevazioni sul tasso di crescita dei prezzi siano tali da rendere i membri del FOMC confidenti sul rientro dell’inflazione verso il target del 2%.
La persistenza dell’inflazione potrebbe rallentare l’azione espansiva delle principali banche centrali dei Paesi emergenti. 

RISCHI 

Le principali fonti di rischio nell’attuale scenario economico continuano ad essere rappresentate dalle tensioni geopolitiche in atto. Il loro acuirsi avrebbe effetti sul rincaro dei prezzi delle materie prime e, di riflesso, sull’inflazione.
A sua volta, la persistenza di pressioni inflattive determinerebbe la necessità di politiche monetarie restrittive più a lungo del previsto, con potenziali effetti negativi sulla crescita economica.
Gli esiti delle elezioni politiche nei principali Paesi dei blocchi economici più importanti (ad esempio Stati Uniti nel 2024 e Germania nel 2025) potrebbero influire sugli equilibri geopolitici e alterarne l’attuale assetto.

Gianluca Pino

Consulente Finanziario

Come consulente finanziario, ho avuto l’onore di proteggere e pianificare gli investimenti di numerose famiglie italiane per 25 anni, ispirandomi ai valori di un buon padre di famiglia. La mia attività si distingue per l’innovazione, la tecnologia, la qualità del servizio e il valore delle persone.

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Consulente Finanziario a Roma | Private Banker Banca Generali

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Dott.Gianluca Pino | Iscritto all’albo unico dei Consulenti Finanziari sez. I Calabria Delibera n. 11992 del 01/06/1999