Buongiorno, come di consueto diamo uno sguardo ai mercati.
MERCATI AZIONARI EUROPA
In Europa i mercati azionari hanno archiviato una settimana in rialzo, in netta controtendenza rispetto a Wall Street. A guidare i guadagni è stato il DAX (+2,5%), seguito dal CAC 40 (+2,4%) e dal FTSE MIB (+1,9%), mentre il FTSE 100n ha registrato un progresso più contenuto (+0,4%). A sostenere il sentiment sono stati soprattutto i risultati societari del terzo trimestre, generalmente superiori alle attese. La stagione degli utili europea sta infatti evidenziando una crescita delle aspettative degli utili sostanzialmente comparabile a quella osservata negli Stati Uniti. Sul fronte monetario, la BCE ha lasciato invariati i tassi d’interesse, con la decisione che è stata assunta all’unanimità, sebbene all’interno del Consiglio sia stata discussa anche l’ipotesi di un rialzo dei tassi. Tra i singoli titoli, Stellantis ha sorpreso positivamente il mercato riportando un utile operativo superiore al consensus, con il titolo che ha guadagnato il 15% nella seduta del 28 ottobre.

MERCATI AZIONARI ASIA
Negli altri mercati, il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dell’1,0%, sostenuto dalla debolezza dello yen. Sul fronte della politica monetaria, la Bank of Japan ha mantenuto i tassi invariati all’1,25%, con una decisione approvata con voto 8-1, registrando un solo dissenso a favore di un rialzo. L’Hang Seng ha guadagnato lo +0,9%. L’MSCI Emerging Markets ha invece ceduto il -0,7%, penalizzato dalla forza del dollaro e dalla pressione sui rendimenti globali.

MERCATI AZIONARI AMERICA
Negli Stati Uniti i mercati hanno chiuso la settimana in ribasso, con l’S&P 500 in calo del -0,6%, il Dow Jones del -0,9% e il Nasdaq Composite del -2,0%, penalizzato dalla debolezza del comparto tecnologico. Sul fronte macroeconomico, il PIL del terzo trimestre ha sorpreso positivamente, crescendo del 3,4% annualizzato rispetto al 3,2% atteso, grazie alla resilienza dei consumi e degli investimenti aziendali. Il quadro per la Federal Reserve resta tuttavia complesso: l’inflazione PCE continua a evidenziare pressioni sui prezzi e il FOMC ha lasciato invariati i tassi in un meeting caratterizzato da due dissensi restrittivi, segnale di un crescente dibattito interno sull’orientamento della politica monetaria. Nel frattempo, la fiducia dei consumatori è scesa ai minimi degli ultimi cinque mesi e le aspettative di inflazione sono tornate a salire. La pressione sui mercati si è intensificata dopo la stagione delle trimestrali delle grandi società tecnologiche. Microsoft ha fornito indicazioni incoraggianti, sostenuta dalla forte crescita di Azure e da investimenti inferiori alle attese, ma i risultati di Alphabet, Amazon e soprattutto Intel hanno deluso il mercato. Le reazioni particolarmente negative su Alphabet e Intel hanno alimentato i timori sulla sostenibilità degli elevati investimenti legati all’intelligenza artificiale e innescato vendite diffuse nel comparto tecnologico, contribuendo alla sottoperformance dei principali listini azionari statunitensi nonostante un contesto macroeconomico ancora solido
FOREX
Sul mercato valutario l’EUR/USD ha ceduto lo 0,4% a 1,116, con il dollaro sostanzialmente stabile sul paniere DXY (+0,1% a 101,8).
COMMODITIES
Tra le commodity l’oro ha corretto del -3,0% a 3.875 USD/oz. Il WTI è rimasto sostenuto a 104,12 USD/barile (+0,8%), riflettendo le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran
Agenda
Vediamo ora i principali avvenimenti della settimana che potrebbero influenzare i mercati:
Mercoledì
Alle 11:00 in Zona Euro sarà rilasciato l’IPC
Alle 16:30 gli Stati Uniti rilasceranno il dato relativo alle scorte di petrolio greggio
Giovedì
Alle 13:00 la Gran Bretagna rilascerà la decisione sul tasso di interesse
Alle 14:30 negli Stati Uniti saranno rilasciate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione
Alle 19:00 in Zona Euro è atteso il discorso della Presidente della BCE Lagarde
Venerdì
Alle 14:30 gli Stati Uniti rilasceranno il tasso di disoccupazione



