Buongiorno, come di consueto diamo uno sguardo ai mercati.

MERCATI AZIONARI EUROPA.
In Europa, l’indice MSCI Europe ha chiuso invariato. La stagione delle trimestrali è proseguita confermando un momento positivo per gli utili societari. Tuttavia, il perdurante stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e il rincaro del petrolio hanno frenato l’entusiasmo dei mercati. Tra i principali indici azionari, il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,7%, mentre il FTSE MIB italiano è salito dell’1,2%. In calo il CAC 40 francese, che ha ceduto lo 0,5%, mentre il FTSE 100 britannico è rimasto sostanzialmente invariato con una flessione dello 0,04%. La maggior parte delle borse europee, con l’eccezione di quella di Londra, è rimasta chiusa venerdì in occasione della Festa dei Lavoratori. Nella riunione di giovedì, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariato al 2% il tasso sui depositi. I membri del Consiglio Direttivo hanno evidenziato che i rischi per l’economia dell’eurozona si sono “intensificati” a causa del conflitto in Medio Oriente; in tale scenario è stata discussa in maniera approfondita l’eventualità di un futuro rialzo dei tassi d’interesse.

MERCATI AZIONARI ASIA
In Asia, la borsa giapponese ha chiuso con una flessione dello 0,3%. L’accentuata volatilità valutaria è stata la nota caratteristica dell’ultima settimana, con forte rimbalzo dello JPY che è stato attribuito a un intervento da parte della autorità. Allo stesso tempo, anche l’evoluzione delle aspettative sulla politica della BoJ ha influenzato i mercati: la banca centrale ha mantenuto i tassi invariati, segnalando tuttavia un prossimo inasprimento della politica monetaria.

MERCATI AZIONARI AMERICA
In USA, i mercati azionari hanno ignorato il susseguirsi di notizie, talvolta contrastanti, sul conflitto in Medio Oriente e l’atteggiamento inaspettatamente restrittivo emerso dall’ultima riunione della Federal Reserve, mettendo a segno solidi rialzi nella maggior parte dei principali indici. I titoli a grande capitalizzazione hanno superato i titoli minori, mentre lo stile value ha battuto il comparto growth, grazie anche al nuovo rincaro del petrolio che ha dato slancio al settore energetico. L’indice S&P 500 ha chiuso il mese di aprile con un rendimento superiore al 10%, registrando la sua miglior performance mensile dal novembre 2020. A sostenere i progressi delle borse sono stati gli utili aziendali. In particolare, utili migliori delle attese sono stati pubblicati da alcune tra le maggiori società legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale quali Alphabet, Amazon e Microsoft. Solo i risultati di Meta sono stati accolti negativamente dal mercato per il rialzo della stima sugli investimenti nel corso dell’anno. Questo slancio ha compensato il timore che i prezzi elevati dell’energia e delle materie prime possano frenare la crescita futura. Le quotazioni del greggio sono rimaste volatili, con il West Texas Intermediate che ha chiuso la settimana in rialzo di oltre il 7%.
FOREX
Sul mercato valutario il dollaro è rimasto stabile nei confronti dell’euro mentre ha perso leggermente terreno nei confronti di un paniere più allargato di valute di Paesi sviluppati (-0,4%).
COMMODITIES
Ha guadagnato invece nei confronti dei Paesi emergenti (+0,2%). Nel mercato delle commodities l’oro è sceso a quota 4.614 USD/oncia (-2,0%). In aumento i prezzi del petrolio (+8,0%) mentre risultano in calo quelli dei metalli industriali (-1,5%).
Agenda
Vediamo ora i principali avvenimenti della settimana che potrebbero influenzare i mercati:
Mercoledì
Alle 16:30 gli Stati Uniti rilasceranno il dato relativo alle scorte di petrolio greggio
Giovedì
Alle 14:30 negli Stati Uniti saranno rilasciate le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione
Venerdì
alle 09:00 in Zona Euro è atteso il discorso della Presidente della BCE Lagarde
Lunedì 11 maggio
Alle 16:00 gli Stati Uniti rilasceranno il dato relativo alle vendite di abitazioni esistenti
Martedì 12 maggio
Alle 14:30 gli Stati Uniti rilasceranno l’IPC



